25/05/16

Che cos'è Manga? 1


Recentemente ho letto, per caso, due articoli che mi hanno spinta a pormi un quesito fondamentale:
Che cos'è Manga?


Questi due articoli trattano entrambi di manga realizzati da autori Italiani.
Salvatore, vincitore del Silent Manga Audition,  è stato invitato in Giappone con altri 4 vincitori e ha avuto un'occasione di cenare con maestro Hojo.


Durante chiacchierata, Salvatore a Hojo di come in Italia non vengano ben viste le opere in stile manga realizzate da Italiani. "Il solo fatto che gli autori stranieri non siano giapponesi pregiudica il loro lavoro etichettandolo come una brutta copia, un tentativo di scimmiottare qualcos'altro, in ogni caso non come vero manga che per loro è un prodotto che può uscir fuori solo da una mano giapponese".
Hojo ribatte che le opere vincitori del Silent Manga Audition, per esempio, a lui sembrano manga a tutti gli effetti anche se realizzate da non Giapponesi.
Un'altro articolo riguarda un incontro tra tre editori che pubblicano manga in Italia, avvenuto in occasione del Comicon a Napoli.  Alex Bertani della Panini Comics parla della loro pubblicazione "manga italiano". Dice , "“Noi ci crediamo molto, ma chiaramente è un discorso di qualità. Il lavoro che hanno fatto Elena e Federica secondo me è incredibile. Però anche qui il lettore italiano è un po’ particolare: è partito molto forte quel prodotto, forse sull’ambiguità, perché all’inizio siamo stati un pochino reticenti a dire che fosse una cosa 100% italiana. Pian piano, quando poi si è capito fosse cosa italiana, nonostante si trattasse secondo me di un prodotto di livello anche superiore a tantissime cose che facciamo di giapponese, un pochino... ha nicchiato. Non so dire perché; probabilmente perché il seguire manga si porta dietro anche un amore verso questa cultura un po’ esotica rispetto alla nostra, e quando si apprende che dietro c’è una mano italiana, alla fine non ti raggiunge al 100%”.
Bertani comunque ribadisce come un’opera di valore prima o poi finisca sicuramente per essere riconosciuta come tale dai lettori."
Quindi se "manga italiano" non viene considerato "vero manga" dal pubblico, a cosa è dovuto?
Se non sappiamo rispondere a questa domanda è perché, per capire se un’opera
sia davvero “manga” oppure no, prima di tutto bisogna rispondere ad un’altra domanda, ovvero:
: "Che cos’è manga?"
Secondo me, proprio qui è la confusione. Non tutti conoscono la vera identità del manga.


Un vero manga si può’ riconoscere da due elementi:
uno : la parte visibile
due : la parte invisibile


La parte visibile  è quella grafica, come l’aspetto dei personaggi, gli occhi relativamente grandi, i ciuffi di capelli non sempre realistici: oppure le linee realizzate con i pennini o le nuvole e i tuoni con i retini; o anche le vignette inclinate.
Appartenente alla parte visibile del manga ci sono anche il grande uso dei primi piani, l’uso delle linee cinetiche, i simboli vari. Insomma, tutti quegli elementi che si notano guardando una pagina.
Queste caratteristiche le può notare chiunque e, per questo motivo, nella maggior parte dei casi, quando si parla di MANGA s’intende un fumetto con queste caratteristiche.


Anche quando si parla del “How to” del manga ci si imbatte semplicemente nella spiegazione della tecnica del’uso dei pennini, di come si creano le linee cinetiche, di come disegnare gli occhi grandi con i riflessi interni e simili.


La parte grafica è importante per un "vero" manga, non c'è dubbio. Ma secondo me, si parla troppo poco della parte invisibile che lo costituisce e che insieme alla parte visibile (o addirittura di più) caratterizza il "vero" manga. 
Molti presunti “mangaka” purtroppo si limitano a soddisfare solo la parte visibile.


Allora, qual è la parte invisibile di un "vero" manga?
Per saperlo... aspettate prossimo posto.


20/02/16

SILENZIO! Quando manga non parla 2

Come avevo scritto nel posto precedente, il seminario di tecnica narrazione di manga 2016 ha contatto con la Silent Manga Audition.
I ragazzi del seminario creeranno le tavole per partecipare quest’audizione, volendo e nolendo.


L’opera partecipante deve soddisfare una condizione molto importante: i personaggi non devono parlare. È vietato l’uso dei baloonn e le didascalie.
È un metodo molto efficace per imaparare il carattere della narrazione di manga, ovvero raccontare a base dello stato d’animo dei personaggi.


Lo so, lo so. Sembra facile e ovvio ma non lo è: ASSOLUTAMENTE.


Così ho deciso di fare un’esercizio ogni lezione. Quello di creare una pagina di storyboard in 30 minuti secondo il tema che gli darò.


Il tema che ho dato come primo esercizio è stato questo: “La felicità - scegliere un ricordo di quando qualcosa vi è reso felice”.
Scegliere qualcosa da raccontare pescando dai propri ricordi, cioè le cose realmente vissute è importante perchè uno lo sa il protagonista come si sente.
Poi le condizioni seguono: non importa come è andato, ma concentrarsi nell’emozione. Raccontatemi, trasmettemi il vostro stato d’animo a forma di storyboard in una tavola minino 3 vignette e massimo 5.


Il risultato: tutti i partecipanti del seminario, TUTTI, hanno preparato una tavola di storyboard raccontando in breve che cosa è successo. Chi tornando a casa con rumore giù si è accorto da un gatto e si è sentito felice, chi è seduto davanti ad un piatto di pasta, chi ha raggiunto la finale di un gioco, chi appena finito l’anno scolastico e si è sentito libero…


Molti hanno raccontato che si sono resi felice accarezando gli animali. Evviva la dolcezza e la sensibilità!


Ma non è questo che volevo.


Lo so, lo so. Mi mancano tanti vocaboli in italiano. Quando parlo faccio gli errori grammatici. Ma non è questo la causa delle rsiposte dei ragazzi che non hanno seguito le condizioni che gli ho date.
Nella testa loro non esiste, “raccontare SOLO lo stato d’animo”.
Quindi devo ripetere l’esercizio.


Secondo tentativo: “Tenete la felicità scelta. Ma non mi raccontate che cosa vi è resa felice, concentrate solo sullo stato d’animo, nella felicità”


Il risultato: uguale… TUTTI hanno ripetuto, magari con meno quantità delle vignette, ma comounque hanno inserito delle vignette che raccontano “che cosa” è successo.

Perché??

17/02/16

SILENZIO! quando Manga non parla

È iniziato il seminario di tecniche di narrazione di manga alla scuola.
Quest’anno ho contatto con SILENT MANGA AUDITION, cioè, come le lezioni, i partecipanti devono creare una storia per concorre.

Questo audizione ha una condizione molto speciale, come dice il titolo, sulle tavole non ci devono essere i testi. SILENZIO! I personaggi non devono chiacchierare. Sono consentite le onomatopee, cioè non deve spiegare con i testi, si esprime solo con i disegni. Raccontare solo con i disegni è un metodo molto efficace per imparare il metodo di manga.
Ogni edizione ha un tema. I partecipanti creeranno loro tavole, minimo 5 massimo 10, secondo il tema.
Questa audizione ci sono versioni per i partecipanti giapponesi e quelli non giapponesi.

Coosa?! È razzismo???! No, no, anzi.
La differenza sono due: le frequenze delle scadenze e i tema. Quella giapponese le scadenze sono più frequente. La maggior differenza è il tema.
Per la versione giapponese il tema è più astratti, come: “il momento in cui si è scappato un sorriso”, “il momento in cui la rabbia si è arrivato in massimo”, “il momento in cui si è caduto in amore” ecc. mentre per la versione non giapponese i temi sono, “Lettera d’amore (il 2013, la prima edizione)”, “Un regalo fascinante (il 2015, la quarta edizione)”, “Amicizia e metodo di comunicazione (il 2016, la quinta edizione), cioè sono più concreti.

La redazione ha dovuto creare questa differenza perché ha capito che la comprensione dei partecipanti verso i temi è diversa tra i giapponesi e non. Naturalmente non il senso dell’intelligenza ma ciò viene dalla mentalità.

Prima di tutto i partecipanti giapponesi sono più abituati da leggere i manga, anzi, vi dirò di più, nel mercato giapponese non ci sono i fumetti occidentali. Tutti i manga hanno la “struttura di manga”, cioè, loro racconti, più o meno, basati allo stato d’animo dei personaggi che è caratteristico del manga. I partecipanti non giap. tendenzialmente creano loro storia basate le azioni dei personaggi. Raccontano “i personaggi cosa fanno”.  Certo, anche le storie create dai  giapponesi i personaggi fanno qualche cosa, ma viene raccontato sempre “con quale stato d’animo” fanno le azioni.
Il metodo di manga nasce dalla mentalità giapponese come la lingua. Quindi non è facile comprendere per il popolo che è cresciuto d'altro tipo di mentalità questo metodo. Certo, gli europei capiscono le storie, perché le emozioni sono universali, ma non è stessa cosa creare una cosa con altra mentalità. Per questo, quando, negli anni 90, la redazione di Morning della Kodansha ha svolto un progetto che far creare le storie con il metodo di manga agli autori non giapponesi, ha avuto tanta difficoltà con i professionisti occidentali per comprendersi.

Quindi la redazione dell’audizione ha cercato di adeguarsi ai non giapponesi mettendo i temi più concreti, più immaginabili “cosa fa il protagonista”. Ma il protagonista non deve parlare, allora autore è costretto a fare regia per trasmettere cosa pensa e perchè fa quell’azione con le espressioni del viso e altri oggetti che sostituiscono le spiegazioni, cioè impara la regia!

24/03/14

Progetto - decidere punto culminante


L'inizio del progetto.

decidere punto culminante

Intanto faccio la divisione delle 100 pagine in 4 fasi basilari della storia: Introduzione, sviluppo, punto culminante (colpo di scena) e conclusione. Lo faccio intanto matematicamente, cioè divido 100 in 4 e quindi 25 pagine ad ogni fase. Ma, come abbiamo detto che la quantità delle pagine deve essere multiplica 4, devo farne 24 anzi che 25. Così avremo 24 x 4 = 96 pagine e più 4 pagine di copertina e in totale di 100. Questa divisione è un passo iniziale,  tanto per avere prima scala da cui salirò un piano superiore. Quindi la quantità delle pagine ad ogni fase potrebbe essere modificata man mano va avanti con il lavoro.


Successivamente deciderò cosa racconto ad ogni fase, decido intanto riassunto di ogni fase. Prima cosa decido cosa raccontare alla terza fase, cioè la fase del punto culminante (se necessario, sarebbe un colpo di scena) che sarebbe il tema della storia. La storia base è la crescita del protagonista con la "scusa" della gara di nuoto. Quindi sarebbe naturale che pensare la fase di punto culminante racconti qualcosa che svolge sul nuoto.

Degli elementi che ho fatto venire fuori durante il lavoro della caratterizzazione,  offrono varie scelte cosa posso mettere nella questa fase importante. Deve essere un momento in cui provoca grande emozione a Judy o grande cambiamento su di lei.


Quello più standard sarebbe quello di Judy vince una gara dopo le sue fatiche. Ma il momento della crescita non solo il momento che uno vede il risultato come la vittoria di una gara. Possono essere benissimo un momento di punto culminante anche seguenti situazioni:

1: momento in cui Judy scopre svantaggio della sua struttura bassa (mi viene in mente che con allenatore sta osservando dei filmati dei alleni e o le gare. Scopre che  la fase della partenza, è minore la distanza dal momento del salto all'acqua. Se uno scopre la causa di problema può trovare la cura.

2: momento in cui Judy decide di frequentare un corso di danza per sviluppare la tecnica di salto più vantaggioso.

3: momento in cui Judy conosce Rudy nella scuola di danza.

4: problema di doping è un argomento interessante (morale, possiamo dare l'occasione di riflettere al lettore il valore della vita - che cos'è la vera vittoria), quindi posso inventare una situazione con questo argomento. Ecco, per esempio: la gara importante di nuoto.  Judy ormai ha acquisito la tecnica del salto e la forza di muscolo grazie del corso di danza. Ma, la gara finisce al secondo posto, dopo l'eterna libale, Katia. 
In qualche modo (avviso anonimo?) la giuria ha dubbio di doping su Katia. Chiede immediato analisi a tutti i partecipanti e il risultato di Katia è positivo (anche altri un paio di nuotatori). Per conseguenza la vittoria di Katia viene cancellato e Judy è campionessa.

Nessuna di queste idee né sbagliata né la soluzione assoluta. La scelta dipende da che cosa vorrei raccontare di più con la scusa della crescita di Judy. Secondo cosa metto alla fase del punto culminante cambierà l'impostazione delle altre fasi.

Nel caso 1: nelle fasi dell'introduzione e lo sviluppo ci dedicherò di raccontare le situazioni che Judy nonostante il suo sforzo nel esercitare non riesce a vincere. Nelle prime fasi racconterò lo stato d'animo suo che dispiace e ma dimostra la  sua forza psichico che non vuole rassegnarsi e voglia di affrontare. 
La fase di punto culminante racconterò la gioia di Judy per la scoperta  della causa e così finalmente potrà trovare le "cure" per superare. Posso prendere un po' di spazio, dopo la fase del punto culminante in breve, che lei va alla scuola di danza e esercita nel salto. 
Potrò scegliere una soluzione che la scena finale è di gara e lei pronta al salto aspettando lo fischio della partenza. 

Il caso 2: Il punto culminante si sposta un po' confronto al caso precedente. Do l'importanza alla scoperta della "cura", il corso della danza. Per dare al racconto l'importanza a questa fase, dovrò inserire alcune episodi di fallimenti del tentativo nel risolvere il problema nella fase dello sviluppo
La scoperta della "cura" cioè la danza, immagino una scena: Judy camminando per strada con un'amica o con la madre, quest'ultima guardando un manifesto di uno spettacolo di danza classica dice, "guarda come riescono a fare salto così alto." Judy riflette le parole e dice, "cosa hai detto?!"  e "ti rendi conto? Hai trovato una soluzione per me!!" Dopo questa fase racconterò più o meno dettagliati degli episodi nel corso di danza e come porta il risultato alla gara.

Il caso 3: Prendo come la fase del punto culminante l'incontro con Rudy nel corso della danza. Quindi il racconto acquisisce il sapore della storia d'amore. La fase introduttiva e' quando Judy gioisce perché ebbe l'idea di frequentare il corso della danza che è un modo di risolvere il suo problema. Naturalmente con questa fase si fa capire ai lettori la situazione di Judy che è nuotatrice in livello professionale e che ha problema per il tempo che non riesce ad accorciare.

Il racconto, dopo il colpo di fulmine nel incontro di due giovani, può sviluppare nel fiorire dell'amore insieme l'aumento della capacità del salto di Judy grazie agli esercizi della danza. 
Se andassi tutto a liscio come un racconto non va bene e quindi creerò alcuni ostacoli. Nel loro amore potrebbe essere come ostacolo la presenza di Alessio anche a lui piace Judy. Potrebbe esserci una scena di gelosia di parte di Rudy.
Altri ostacoli creerei nel ambito di nuoto, anche perché se no la storia racconterebbe troppo con le scene del corso di danza.

Il caso 4: Se la fase del punto culminante è che Judy vive l'episodio scioccante della squalificazione dell'eterna libale Katy per il doping, le fasi dello sviluppo racconterò degli sforzi di Judy per risolvere problema con aiuto di Rudy, un amico acquisito nel corso di danza (e potrò accennare loro simpatia reciproca un po' più di amicizia), e nonostante le fatiche perde la gara. 
Nella stessa fase posso inserire una scena che Katia vedendo il miglioramento di Judy dubita la propria vittoria e finisco la scena con l'espressione cupa e stesso momento di chi ha presa una decisione di Katia. 

La finale è squalificazione di Katia e vittoria amara di Judy
Immagino che  Rudy s'alza dal posto di pubblico, e che comprende lo stato d'animo di Judy che non sta godendo la sua vittoria, applaude e grida, "forza Judy! Te la sei meritata la vittoria!". Il pubblico, anche esso è rimasto scioccato dall'episodio, piano piano lo segue ad applaudirla. Judy in fine con un sorriso, lacrime negli occhi, saluta a Rudy e il pubblico. 
Nella scena mi piacerebbe inserire una frase significativa sul morale o sulla vittoria sportiva, qualcosa come, "la vittoria, in realtà non per me, ma per chi mi ha sostenuto", o "metto tutta la mia capacità per chi viene a vedermi lottare con me stesso anche pagando il biglietto. E così lui in cambio della spesa del biglietto potrà ottenere il coraggio tramite la mia esibizione",  cioè per far incoraggiare a Judy di "godere" questa vittoria anche per il pubblico e chi è stato vicino a lei. La frase sarà detta dal padre o da Rudy e verrà inserita una delle precedenti fasi.


Bene! 
così abbiamo visto che con la stessa tema, stessi personaggi si può sviluppare il racconto in diversi modi.

La scelta dipende da che cosa voglio trasmettere al lettore. Ricordiamo che siamo sempre comunicare qualcosa a nostri lettori.

Spero che posso scrivere posto successivo al più presto!!


05/03/14


L'inizio del progetto.

Intanto faccio la divisione delle 100 pagine in 4 fasi basilari della storia: Introduzione, sviluppo, punto culminante (colpo di scena) e conclusione.Lo faccio intanto matematicamente, cioè divido 100 in 4 e quindi 25 pagine ad ogni fase.Ma, come abbiamo detto che la quantità delle pagine deve essere multiplica 4, devo farne 24 anzi che 25. Così avremo 24 x 4 = 96 pagine e più 4 pagine di copertina e in totale di 100. Quetsa divisione è un passo iniziale,  tanto per avere prima scala da cui salirò un piano superiore. Quindi la quantità delle pagine ad ogni fase potrebbe essere modificata manmano va avanti con il lavoro.


Sccessivamente deiciderò cosa racconto ad ogni fase, decido intanto riassunto di ogni fase.Prima cosa decido cosa raccontare alla terza fase, cioè la fase del punto culminante (se necessario, sarebbe un colpo di scena) che sarebbe il tema della storia.La storia base è la crescita del protagonista con la "scusa" della gara di nuoto.Quindi sarebbe naturale che pensare la fase di punto culmninante racconti qualcosa che svolge in grande sul nuoto.

Degli elementi che ho fatto venire fuori durante il lavoro della caratterizzazione,  offrono varie scelte cosa posso mettere nella questa fase importante. Deve essere un momento in cui provoca grande emozione a Judy o grande cambiamento su di lei.

Quello più standard sarebbe quello di Judy vince una gara dopo le sue fatiche.Ma il momento della crescità non solo il momento che uno vede il risultato come la vittoria di una gara.Possono essere benissimo un momento di punto culminante anche seguenti situazioni:

1: momento in cui Judy scopre sbantaggio della sua struttura bassa (mi viene in mente che con allenatore sta osservando dei filmati dei alleni e o le gare. Scopre che  la fase della partenza, è minore la distanza dal momento del salto all'acqua. Se uno scopre la causa di problema può trovare la cura.

2: momento in cui Judy decide di frequentare un corso di danza per sviluppare la tecnica di salto più vantaggioso.

3: momento in cui Judy conosce Rudy nella scuola di danza.

4: problema di doping è un argomento interessante (morale, possiamo dare l'occasione di riflettere al lettore il valore della vita - che cos'è la vera vittoria), quindi posso inventare una situazione con questo argomento. Ecco, per esempio: la gara importante di nuoto.  Judy ormai ha acquisito la tecnica del salto e la forza di muscolo grazie del corso di danza. Ma, la gara finisce al secondo posto, dopo l'eterna libale Katia. In qualche modo (avviso anonimo?) la giulia riconosce un dubbio di doping su Katia.Chiede immediato analisi a tutti i partecipanti e il risultato di Katia è positivo (anche altri  un paio di nuotatori). Per conseguenza la vittoria di Katia viene cancellato e Judy è campionessa.

Nessuna di queste idee né sbagliata né la soluzione assoluta. La scelta dipende da che cosa vorrei raccontare di più con la scusa della cresscità di Judy.Secondo cosa metto alla fase del punto culminante si cambierà l'impostazione delle altre fasi.

Nel caso 1: nelle fasi dell'introduzione e lo sviluppo ci dedicherò di raccontare le situazioni che Judy nonostante il suo sforzo nel esercitare non riesce a vincere. Nelle prime fasi racconterò lo stato d'animo suo che dispiace e ma dimostra la sua forza psichico che non vuole rassegnarsi e voglia di affrontare. 

La fase di punto culminante racconterò la gioia di Judy per la scoperta  della causa e così finalmente potrà trovare le "cure" per superare. Posso prendere un po' di spazio, dopo la fase del punto culminante in breve, farò vedere che lei va alla scuola di danza e esercita nel salto e potrò scegliere una soluzione che la scena finale che è di gara e lei pronta al salto aspettando lo fischio della partenza. 

 Il caso 2: Il punto culminante si sposta un po' confronto al caso precedente. Do l'importanza alla scoperta della "cura", il corso della danza. Per dare al racconto l'importanza a questa fase, dovrò inserire alcune episodi di fallimenti del tentaivo nel risolvere il problema come la fase dello sviluppo.
La scoperta della "cura" cioè la danza, immagino una scena: Judy camminando per strada con un'amica o con la madre, quest'ultima guardando un manifesto di uno spettacolo di danza classica dice, "guarda come riescono a fare salto così alto".  Judy riflette le parole e dice, "cosa hai detto?!"  e "ti rendi conto? Hai trovato una soluzione per me!!"Secondo quanto lascio la quantità delle tavole, dopo questa fase racconterò più o meno dettagliati degli episodi nel corso di danza e come porta il risultato alla gara.

Il caso 3: Prendo come la fase del punto culminante l'incontro con Rudy nel corso della danza. Quindi il racconto acquisisce il sapore della storia d'amore. 
La fase introduttiva e' quando Judy gioisce perché ebbe l'idea di frequentare il corso della danza che è un modo di risolvere il suo problema. Naturalmente con questa fase si fa capire ai lettori la situazione di Judy che è nuotatrice in livello professionale e che ha problema per il tempo che non riesce ad accorciare.

Il racconto, dopo il colpo di fulmine nel incontro di due giovani, può sviluppare nel fiorimento dell'amore insieme l'aumento della capacità del salto di Judy grazie agli esericizi della danza. Se andassi tutto a liscio come un racconto non va bene e quindi creerò alcuni ostacoli. Nel loro amore potrebbe essere come ostacolo la presenza di Alessio che a sua volta anche a lui piace Judy. Potrebbe esserci una scena di gelosia di parte di Rudy.

Altri ostacoli creerei nel ambito di nuoto, anche perché se no la storia racconterebbe troppo con le scene del corso di danza.

Il caso 4: Se la fase del punto culminante è che Judy vive l'episodio scioccante della squaririficazione dell'eterna libale Katia per il doping, le fasi dello sviluppo racconterò degli sforzi di Judy per risolvere problema con aiuto di Rudy, un amico acquisito nel corso di danza (e potrò accennare loro simpatia leciproca un po' più di amicizia), e nonostante le fatiche perde la gara. Nella stessa fase posso inserire una scena che Katia vedendo il miglioramento di Judy dubita la propria vittoria e finisco la scena con l'espressione cupa e stesso momento di chi ha presa una decisione di Katia.

La finale è squalificazione di Katia e vittoria amara di Judy che è dispiaciuta per Katia. Immagino che  Rudy s'alza dal posto di pubblico, e che comprende lo stato d'animo di Judy che non sta godendo la sua vittoria, applaude e grida, "forza Judy! Te la sei meritata la vittoria!". Il pubblico, anche esso è rimasto scioccato dall'emisodio, piano piano lo segue ad applaudirla. Judy in fine con un sorriso, lacrime negli occhi, saluta a Rudy e il pubblico. 

Nella scena mi piacerebbe inserire una frase significativa sul morale o sulla vittoria sportiva, qualcosa come, "la vittoria, in realtà non per me, ma per chi mi ha sostenuto", o "metto tutta la mia capacità per chi viene a vedermi lottare con me stesso anche pagando il biglietto. E così lui in cambio della spesa del biglietto potrà ottenere il coraggio tramite la mia esibizione",  cioè per far incoraggiare a Judy di "godere" questa vittoria anche per il pubblico e chi è stato vicino a lei. La frase sarà detta dal padre o da Rudy e verrà inserita una delle precedenti fasi.


Bene, così abbiamo visto che con la stessa tema, stessi prsonaggi si può sviluppare il racconto in diversi modi.

19/02/14

Iniziamo sinossi di Judy

Ora, creiamo il sinossi.
Lo faccio in questo momento, nel senso che non l'ho preparato prima per poi caricare qui. Diciamo che penso in "alta voce" e così vedete come si può creare una storia "in diretta".

Ho già il base, il nucleo della storia. Durante il lavoro della caratterizzazione più o meno ho tirato fuori delle situazioni intorno al protagonista.

Per capire o ricordarmi elenco quelle cose che ho tirato fuori.

- Judy, sogna di essere qualcuno per il nuoto (vincere una gara importante? diventare la campionessa nazionale o internazionale. Comunque qualcosa importante che ancora non ho deciso quanto dovrebbe essere importante).

- E' una storia della crescita del  protagonista. Per crescere uno deve affrontare e superare degli ostacoli. Siccome ho impostato Judy con la satura bassa, posso utilizzare questo elemento. Judy per la partenza, per la causa della sua statura ha la distanza minore degli altri concorrenti al momento di tuffo. Così per aumentare la forza che può creare la più distanza decide di seguire il corso della danza classica per poi aumentare ulteriore forza del salto e lì incontra con Rudy e che diventerà una persona importante per lei.

- e quindi la storia avrà anche un'elemento della faccenda amorosa.

- Judy se ha avuto la passione del nuoto grazie al padre che era un campione mondiale e aveva grande passione sul nuoto e come allenatore personale di Judy le ha trasmesso la passione sul nuoto. Siccome vedo su Judy una persona giudiziosa e onesta mi viene in mente di inserire un elemento che possa sottolineare questo carattere.
Parliamo del mondo sportivo professionale, così mi viene in mente il discorso di doping. Se il suo amato padre era cascato nella trappola? In qualche modo padre si è trovato in una situazione che non poteva perdere. Il motivo ci penserò dopo.Quindi, padre precocemente scompare del infalto. Judy ha avuto forte dubbio di doping per la causa della morte del padre.


- così, abbiamo un'altra elemento da raccontare. Quando in una storia ci sono due o tre elementi che s'intrecciano la storia da la sua profondità e il pubblico si diverte di più.

Se vi ricordate, tutto quello che ho detto  sono nati mentre il lavoro della caratterizzazione
Ora che abbiamo degli elementi per la base della storia possiamo, finalmente, andare la fase successiva, ovvero la sceneggiatura.

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Prima di entrare questa fase, dobbiamo sapere la quantità delle tavole.Se si tratta della pubblicazione di una casa editrice, vi diranno loro o deciderete insieme secondo il progetto editoriale. Se si tratta di auto pubblicazione, in teoria avrete completa libertà di decidere, ma in realtà ci sono  alcune regole che nascono dalla esigenza. Per esempio, siccome la stampa viene fatta in doppia pagina sul diritto e rovescio, cioè è costretto ad avere 4 pagine come unità minima e quindi la quantità delle pagine deve essere per forza multiplica in 4.

In più per la scelta della quantità dipende anche da quanto la storia sia compressa.Per capire ho un metodo: misuro se la storia che ho in mente raccontabile in una trasmissione di telenovela da 30 minuti oppure da progettare come un film di 1ora e mezza o 2 ore. Oppure quella saga da 3 ore.

Se quella da 30 minuti la quantità delle tavole potrebbe essere trentina di pagina (32 più 4 di copertina oppure 28 più 4 di  copertina).

Se quella da 1 ora e mezza sarebbe più o meno 100 tavole, se quella di 3 ore da 300 a 400 tavole.

Tornando da noi, con questi treccia di 3 elementi e la protagonista affronta il suo problema e trova metodo di superarlo e avrà successo professionale, certamente non potrò raccontare in mezz'ora ovvero in trentina di pagina. Quindi come minimo ci vorrà un film da 1 ora e mezza e 2 ore ovvero 100 tavole circa.

Ora, per spiegarvi qua, non mi va di creare uno storyboard di 100 pagine, perché sarebbe un'impresa complicata e sarebbe difficile trovare un modo comprensibile per spiegare. E quindi faccio finta che la storia viene pubblicata a puntate da 20 tavole e ci lavorerò come tale.

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Per il prossimo posto inizio del progetto.

08/11/13

Iniziamo a creare una storia 1 (sinossi 1)

 Ciao ragazzi!!

Finalmente riprendiamo le lezioni della struttura di Manag!!!

Da oggi cominciamo a creare una storia!

Dunque, in realtà, dopo che abbiamo deciso i personaggi principali e loro caratterizzazione, abbiamo già una storia!

Vediamo un po'.

i nostri 4 personaggi principali




Comunque la storia è di protagonista.
Abbiamo i personaggi principali ben caratterizzati. Grazie alla caratterizzazione diventa "facile" creare una storia e anche degli episodi da inserire.
(caratterizzazione del protagonista)  http://bit.ly/1arc80O

Ora vediamo che storia viene fuori.

Per iniziare creiamo una sinossi.
Creare una sinopsis è una fase importante. Perché è la base della tua storia.
Quando la storia che stai creando sia lunga, spesso volentieri ti smarrisci in essa.
Così, se hai in mano una sinossi, ritorna ogni tanto a leggere per non andare troppo lontano.
Quando sarai esperto/a di creare la storia può darsi che non ne hai bisogno, non ti smarrisci.
Ma, comunque devi sapere raccontare la tua storia in breve se lavorerai con una casa editrice. La redazione deve sapere di che si tratta in breve tempo.


Inizio scrivere il "tema", ovvero base della base della storia, rispondendo alle 6 domande:
5w + 1H.

Who (chi): Judy (una ragazza di 20 anni, nuotatrice semi professionista)
When (quando): l'era attuale 
Where (dove): un paese occidentale (per il momento non ho deciso se specifico o meno)
What (cosa): Cosa fa: nonostante degli ostacoli (p.e. "handicap" della statura piccola) sforza e vince la gara.
Why (perché): perché di "cosa fa": Vuole realizzare il sogno del padre (vedere Judy una nuotatrice professionista come lui) che non c'è più. Con il carattere che non cede mai sforza per superare degli ostacoli.

How (come):  come finisce: il protagonista vince la gara (realizza il sogno)

Quindi:

Judy (una ragazza di 20 anni, nuotatrice semi professionista) nll'era attuale in un paese occidentale,
 che vuole realizzare il sogno del padre (vedere Judy una nuotatrice professionista come lui) che non c'è più, nonostante degli ostacoli sforza e vince la gara grazie al carattere che non cede mai sforza per superare degli ostacoli.

Questo è la base nucleo della storia. Non devo dimenticare mai.

Ora sviluppiamo in sinossi. Ovvero aggiungiamo un po' i dettagli, ma non troppo.


Come? 
Leggete prossimo post.