16/03/12

L'"unità di vignette" e la continuità

Bene, ciao, ragazzi!

Un titolo misterioso, vero? Leggendo questa lezione, piuttosto lunga (ma d'altronde è l'unione di due lezioni), scoprirete il suo significato.
Preparatevi una tazzina di caffè (state attenti a non rovesciarla sulla tastiera) e leggete con calma.

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Oggi, vi spiego una, una cosa molto importante. Anzi, una tecnica. Oserei dire. addirittura, una "regola", per riempire il resto delle vostre tavole (con "il resto" intendo quegli spazi delle tavole che state creando).

<-- ecco, vedete che ci sono degli spazi bianchi nella seconda e la terza tavola, no?


Spesso e volentieri, i miei allievi, nei loro story board, riescono solo a raccontare l'andamento dei fatti e non lo stato d'animo dei personaggi. Quand'è così,  Io, come lettrice, non riesco ad immedesimarsi nei personaggi  e per consegueza non vivo la storia.

Vi ricordo la caratteristica del manga:

"Il lettore immedesimandosi nei personaggi 
vive la storia"

Per rendere possibile ciò, tra una vignetta e l'altra deve avere continuità.
Per avere continuità tra una vignetta e l'altra, bisogna fare in modo che ogni "elemento" sia raccontato in un più di una vignetta.
(vi ricordate una canzoncina che fa, "per fare un tavolo ci vuole legno, per fare il legno ci vuole l'albero"?)

Spiegherò meglio il concetto.


Ho parlato di  "elemento" ma si potrebbe dire "atto" o "azione" o anche "unità narrativa semplice".

Facciamo degli esempi concreti.


A) "una persona, (dopo che si è intuito qualcosa)  lentamente si gira."
B) "un guerriero manda un 'beam' ad un bambino per fargli capire che ha commesso un errore"

Qui ritorna il concetto di "inquadratura", che "nel linguaggio cinematografico è quella porzione di film che va da uno stacco ad un altro del montaggio." (vedi secondo articolo di questo blog. )


Nell'esempio A, l'azione considerata è il movimento di voltarsi che il ragazzo (anche se sembra una femmina) compie. L'inquadratura è unica "inquadratura"Cioè, se si trattasse di un filmato, la cinepresa non verrebbe mai staccata e riprenderebbe il movimento completo.
Nell'esempio B):
(la lettura alla giapponese, da destra alla sinistra)



vengono usate più inquadrature: Il personaggio di un guerriero, il bambino e poi tutti e due in C.L.. Se si trattasse di un filmato, la cinepresa sarebbe stata staccata due volte. 




La scelta di di una inquadratura unica o di inquadrature multiple dipende dal regista, cioè  da voi autori! Deciderete in base a cosa volete trasmettere ai lettori tramite quella "unità di vignette".

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Cosa può significare "unità di vignette"?
(la minima è tre vignette) 
L'inquadratura unica




1: inizio del movimento








2: il personaggio si è girato un po'.
E con due vignette abbiamo comunicato il senso senso del "tempo". 






3: il personaggio si è girato completamente.
Spalanca gli occhi e ha la bocca mezz'aperta. Grazie a questa espressione, il lettore comprende che ha visto qualcosa di negativo.
La terza vignetta è una sorta di conclusione dell'atto.


Da considerare:
1: Ripeto: se fosse un filmato la cinepresa rimarrebbe accesa, senza mai staccare,  a riprendere questo movimento.
2: L'espressione non è forte (movimento lento)
3: Col uso di ben tre vignette, l'autore ha disegnato esclusivamente la rotazione della testa del personaggio = il tempo passa lentamente = si è girato lentamente

Per capire meglio il punto "3" proviamo a impostare la sequenza senza la seconda vignetta.





Come vedete? L'azione non è cambiata: il personaggio si é girato comunque.
Ma notate che il movimento è velocizzato?
A seconda dell'effetto che l'autore vuole ottenere, si può usare un tipo di suddivisione del movimento o un altro.

Nella terza vignetta potrebbe esserci sempre lo stesso personaggio in P.P. con un'espressione ancora più forte.
In questo caso, significherebbe che l'autore ha deciso che il personaggio si gira velocemente e ha dato l'importanza maggiore alll'espressione forte = il carattere del personaggio cambia leggermente (siete d'accordo che seconda del carattere si reagisce diversamente davanti alla stessa situazione?)

In genere, l'unità di vignette dall'inquadratura unica è adatta ad esprimere un unico movimento.

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Inquadrature multiple

(la lettura alla giapponese)
1:  "Piccolo" lancia un beam.






2: "Gohan" riceve il beam.




3: "Gohan" chiede scusa a "Piccolo". 
E' come un mini episodio che ha avuto una sua conclusione, una unità narrativa semplice.


Da considerare:
A: Le tre vignette esprimono le azioni di due persone.
B: Ogni vignetta ha "inquadratura (nel linguaggio cinematografico, quella porzione di film che va da uno stacco ad un altro del montaggio)" diversa.
C: Ogni vignetta ha "inquadratura (impostazione nella vignetta dei personaggi e non)" diversa. 


Nella maggior parte dei casi, nelle tavole dei manga ritroviamo l'uso di inquadratura multipla. E spesso sembra che, ciò che viene raccontato, sia solo la successione dei fatti. 

Beh, è ovvio che vengano narrati degli avvenimenti, ma non si tratta di una mera successione di eventi.
L'autore, infatti, non deve mai perdere di vista il senso della continuità e, per fare questo, deve sapere esattamente cos'è vuole raccontare un ogni unità di vignette

In sintesi, possiamo dire che l'unità di vignette è costituita da un gruppo di vignette (in genere da 3 a 5) in cui viene suddivisa un'unica azione o un'unica unità narrativa semplice.

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E' importante che notate che già con 3 vignette possiamo "raccontare" un "episodio/atto,/elemento)".

Con 2 vignette si può creare il senso di tempo.
E con la terza si può dare la "conclusione" del "episodio/atto/elemento)".
(a seconda del caso, l'unità potrebbe essere 4 o 5 vignette)


Vediamo ancora altri esempi, così da capire a fondo.

ESEMPIO 1
Si tratta di un racconto di Jiro Taniguchi. Il suo stile è quasi da "grafic novel" che va avanti spesso con le didascalie e/o la conversazione e meno azioni.

Questa doppia pagina, è tipica dello stile di questo autore: è la conversazione tra due persone (fratello e sorella).
(lettura alla occidentale)



Direte, "beh, tutte e due pagine raccontano un solo episodio"?
Eh, eh... invece no. Se guardate attentamente, vi accorgerete che l'autore ha diviso le due tavole in diverse piccole parti (o come li chiamo io "episodi", "elementi" o unità narrative semplici).

Allora, la situazione della storia è questa.
Fratello e sorella dopo il divorzio dei genitori, avvenuto quando erano piccoli, vengono separati: il fratello abita con il padre e la sua compagna, la sorella con la madre e il suo compagno. 
La sorella non riesce a perdonare a suo fratello di essere stato subito affettuoso con la "nuova madre".
 Dopo tre anni, anche lei è costretta ad andare a vivere dal padre con la "nuova madre", con cui, però,  non crea mai un vero rapporto. Cresciuta, la ragazza scappa di casa e va a vivere in una grande città, da sola le per mantenersi, lavora in un locale notturno. 
Nella scena che leggiamo, il fratello ha trovato l'indirizzo della sorella e si è da lei.


cliccate per vedere l'immagina ingrandita.

Se guardate bene, capirete che le due si può dividere in 4 "elementi" come ho diviso colorando. 
Non lo capirete se leggete solo i testi, lo capirete se riuscite a comprendere l'autore che cosa vuole raccontare con queste due tavole.

Provate a capire....







Dai, ricordate la  caratteristica fondamentale del Manga:
"Il lettore immedesimandosi nei personaggi vive la storia"












Allora? Guardate bene.....



Ecco, bravi! Sapevo che avreste capito!!! (pat, pat)

Taniguchi racconta lo stato d'animo della sorella, che dapprima è dura e chiusa nei contri del fratello e poi, piano piano, si scioglie, comprendolo. 

Così,  
- la prima parte la sorella è dura e distante col fratello. (area colorata rossa)
- la seconda è ancora dura ma un po di meno.  (area colorata arancione) 
- la terza s'accorge di qualche cosa , capisce qualcosa (area colorata di giallo) 
- la fase finale (di queste due tavole, ovviamente) si addolcisce (area colorata verde).

(Notate come, in queste due pagine, ci sono quelle famose 4 fasi di una storia, "introduzione", "sviluppo", "colpo di scena" e "conclusione"?) 

Per realizzare ciò l'autore ha messo tanti indizi in ogni fase:
Lo sguardo della sorella: nella prima fase (rossa) e nella seconda (arancione) la sorella non guarda mai il fratello. Mentre nella terza (gialla) lo fa (con P.P.).

La postura e l'atteggiamento della sorella: dapprima la vediamo con una sigaretta in mano e seduta, appoggiando la schiena al divano con una gamba allungata, che è un atteggiamento presuntuoso.
nella seconda fase, spegne la sigaretta. 
nella terza, ritira la gamba e non appoggia più la schiena al divano.
la quarta,  abbraccia le ginocchia, che è un atteggiamento di timidezza, pudore.

Non trovate che l'autore abbia pensato tutto in maniera molto accurata?

Su quest'opera ritornerò per approfondire, poi, un'altro argomento.

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Intanto vediamo bene la quarta fase per l'argomento di oggi.
(intanto avete notato che ogni fase ha 3 o 4 vignette?)

In questa fase, l'unità di vignetta è impostata con 4 vignette con 4 ad inquadratura multiple.
Se la fase richiedesse solo la spiegazione dei fatti, della storia bastarebbero solo la prima e la terza vignetta. 
Ma allora, la seconda (la sorella a mezzo busto) e la quarta vignetta a cosa servono?

Spieghiamolo.
Siccome ciò che viene raccontato è lo stato d'animo della sorella, dopo la prima vignetta ce ne vuole un'altra (la seconda) che mostri come  l'espressione del viso si sia indolcita. In più, essendo la vignetta mutail ritmo della lettura viene rallentato e il lettore ha il tempo di riflettere e immedesimarsi in lei, "ascoltando" la battuta del fratello insieme a lei (cioè, si è immedesimato).

Infatti, l'inquadratura in P.P. ha spesso la funzione di invitare il lettore ad immedesimarsi nel personaggio in questione. 
(N.B.: non sempre così, come ho appena detto. A secondo dell'impostazione,  una vignetta in P.P., può anche funzionare come un'immagine vista da un'altro personaggio.)

La terza vignetta si conclude il discorso del fratello e nella quarta troviamo la scena della pioggia. Questa scena sottolinea le lacrime del fratello e, in fondo, anche il sentimento "inumidito" della sorella. La pioggia che vediamo è quella dolce: la pioggia crea una sorta di tenda che separa dal fuori, di quando l'acqua spazza via polvere portando una nuova freschezza.

Un altro ruolo della quarta vignetta è quello del "cambio scena". 
Vedendo questa vignetta (che è "esterno", contrapposto alle scene di interno viste sin ora), il lettore si sente allontanare dalla scena della conversazione e capisce che, almeno per ora, la scena conclude qui e la pagina successiva ne inizierà un'altra.


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ESEMPIO 2
Ora vediamo l'esempio di "Dragon Ball".

(la lettura giapponese)
La scena è, dopo addestramento di Gohan da parte di Piccolo, Gohan gli conferma le parole di Piccolo che nel Gohan c'è una forza tremenda ancora addormentato. Gohan esagerando, gli chiede di se poteva chiamarlo "Piccolo" anziché "signor Piccolo". Così Piccolo gli fa capire di non deve mancare il rispetto.
   


Anche qui, l'autore ha diviso la tavola in due parti:                                               1: Gohan chiede di essere alla pari con Piccolo (l'area colorata rossa, 5 vignette)                                                                                                               2: Piccolo lo punisce per aver osato chiedergli una cosa del genere (l'area blù in 3 vignette)
Qui noterete senz'altro l'impostazione delle ultime tre vignette è diversa come l'ho riportata all'inizio. Nell'esempio iniziale, ho modificato la dimensione delle vignette perché poteste concentrarvi solo nell'identificare l' "unità di vignette" (l'impostazione di questa tavola contiene, infatti, più argomenti, più elementi grafici).

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Qui, vorrei farvi notare solo un'altro aspetto: la dimensione delle vignette.  
Per il momento mi limito a dire solo dimensione = il tempo.                             
Su una vignetta piccola, il lettore ci rimane meno tempo e dà, per questa, la sensazione che il tempo passi velocemente.  Su una vignetta grande il lettore ci rimane più tempo e dà impressione al lettore che il tempo passa di più lentamente.                                                    

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Leggendo fino qui qualcuno avrà pensato che basta dividere una tavola in due parti con un paio di unità di vignette (da 3 / 4 / 5 ciascuna) per ottenere un buon story board. E invece no!

ESEMPIO 3
Guardate questa doppia pagina ("What's Michael!" )?


La prima fase (arancione) è costituita dalle ultime due vignette di un'unità, iniziata nelle pagine precedenti (in cui racconta che Michael è fuggito da una molestia della ragazza) .
La seconda fase (fuxia) è composta da 5 vignette (Il gatto subisce un'altra molestia ma rimane lì)
La terza (lilla) composta da 5 vignette a cavallo di due pagine (un'altra molestia ancora e il gatto scappa)
La quarta (viola) due vignette iniziali della successiva unità.

E' un tipo di composizione complessa.
Ma analizzandola, diventa più comprensibile.

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- In tutte le fas,i la vignetta iniziale e quella finale hanno inquadrature simili: in questo modo, esse risultano apparentemente mescolate e confondibili.
- Le fasi sono impostate non con una "divisione diritta" come esempi precedenti.

State tranquilli che nessun autore imposta le tavole a caso, coscientemente o no, cerca sempre il modo più efficace possibile di comunicare ciò che ha in mente.

Ora, cerchiamo di capire il perché di questa impostazione.

Cosa pensate che l'autore voglia trasmettere al lettore attraverso queste due pagine?
(ve lo dico subito)

Le molestie da parte di ragazza verso Michael arrivano uno dopo altro.

Il tipo di impostazione scelto dall'autore, che crea confusione tra la fine e l'inizio di due "elementi", serve proprio ad accentuare questo.

Osservando le due tavole, possiamo notare che:
Per ogni fase, l'autore ha utilizzato la tecnica delle "inquadrature multiple" nel raccontare del gatto che si sposta per fuggire dalla molestatrice (quindi l'inizio e la fine), mentre ha utilizzato la tecnica dell'"inquadratura unica"per raffigurare l'atto di molestia.


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o.k., mi sembra che ho scritto abbastanza per oggi.

Approfondiamo ancora di più per la prossima volta.
Conoscendo di più la "magia" di story board, dell'impostazione delle tavole con le vignette, vi divertirete di più fare questa fase di lavorazione.

Alla prossima!!!!!!

8 commenti:

  1. Ho avuto una domanda da Loris su Face Book. E' una domanda che molti avrebbero posto e quindi con il permesso di Loris carico anche qui.
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    Domanda:
    molti sostengono che la scena perfetta sia sviluppata in 6 vignette,nell'es. della storia di Taniguchi però ho notato che ne sviluppa 7 introducendo una vignetta per lo stato d'animo dei protagonisti,in verità mi chiedevo se c'è un limite alle vignette o con qualche tecnica si può comunque lasciare un buon andamento della lettura anche con più vignette!?

    Risposta:
    In teoria la regola non esiste. C'è la tendenza. Come un po' il ritmo della narrazione cambia sia per i film che pubblicità in TV (sempre più veloce). Così anche la quantità delle vignette in Manga.
    Ora "tendenzialmente" , per i campi di "Shonen" e "shojo" la tavola ha 5 vignette (sempre di meno!!).
    (anche la tavola di Dragon Ball che ho citato come esempio ha 7 vignette. E' una tavola di un po' di anni fa)

    Il racconto di Taniguchi (sensei) è simile a "Grafic Novel", spesso va avanti con le didascalie e con le battute, non con le azioni. Il ritmo d'andamento è calmo (per dare la sensazione di "calmo", privo di inclinazione come forma delle vignette e le inquadrature tranquille- non c'è primissimi piano, p.e. solo un'occhio, non viene affiancate due vignette una con inquadratura campo lunghissimo vista da altissimo e l'altra in P.P.). Così, legge benissimo ed è efficace con 7 vignette alla tavola.

    La domanda per creare un buon layout non è "qual'è la regola?" ma, "è efficace?".

    Lo stesso Taniguchi, se necessario imposta 4 vignette http://p.tl/c-QZ
    e anche 1 se neccessario http://p.tl/bBPZ
    Nella stessa storia alcune tavole hanno 7 vignette http://p.tl/SZLC
    (Questa storia Taniguchi ha impostato in modo che si ricorda un po' allo stile francese, parecchie vignette lunghe sia orizzontalmente che verticalmente)

    Mi sono spiegata?

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  2. Anzi, la tavola di Dragon Ball, addirittura ce ne ha 8!!

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  3. Ciao Midori scusa ma all'inizio del tuo seminario hai parlato di consegne di tavole anche inchiostrate ma io non ho capito bene cosa bisognava fare e o cosa consegnare... puoi spiegare meglio? grazie

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  4. Ah, perché inizialmente intendevo a dedicare questo blog solo per o partecipanti del mio seminario alla scuola. Quindi gli avevo detto di preparare una piccola storia di 4 tavole seguendo tutto quello che ho detto qui. Se vuoi puoi provare a farlo per te.

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  5. La mia intenzione è frequenza settimanale, ma in realtà faccio ritardo.

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